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Kenneth Anger: l’uomo, il cineasta e l’autore

Molte cose sono state dette e scritte su Kenneth Anger, tuttavia conoscere di persona l’uomo non fa che aggiungere mistero alla sua reputazione. Anger sembra disdegnare i convenevoli, ma quando gli si pone una domanda sul passato o sul suo lavoro, si ravviva, come un attore che abbia appena sentito la parola “azione”. Pare nutrire scarsissimo interesse al suo posto nella storia, che sia cinematografica, letteraria, omosessuale o altro. Come dice lui stesso: “Ho semplicemente realizzato film alla Kenneth Anger”. Particolarmente noto per “Fireworks” (1947), “Inauguration of the Pleasure Dome” (1954), “Scorpio Rising” (1963) e “Lucifer Rising” (1970-1981), Anger è meno conosciuto come scrittore. Nel 1959 pubblicò il primo di una serie di libri scandalistici intitolati “Hollywood Babilonia”. Il suo obiettivo era dimostrare che Hollywood è una macchina implacabile, sempre pronta a ingoiare e distruggere chiunque oltrepassi i limiti stabiliti nella ricerca di fama, gloria e celebrità.

   
 

Lo stile cinematografico di Anger

I film di Kenneth Anger fondono le tecniche stilistiche ed espressive di maestri del cinema come Sergeij M. Ejzenstejn, Abel Gance e D. W. Griffith. Scrive Carel Rowe (“The Film Sense”) a proposito dell’eredità e attuazione pratica delle lezioni del grande maestro russo da parte di Kenneth: “L’importanza nell’uso di Anger dei principi ejzenstejniani consiste nel non ridurli a una tecnica, un puro trucco temporale, ma nell’averne mantenuto una visione artistica. L’arte deriva dal riassemblaggio da parte del cineasta di frazioni spaziotemporali con l’inclusione del contenuto intellettuale, psicologico ed emotivo dell’evento. La collisione di due immagini separate crea una terza impressione distinta per lo spettatore. Analogamente, la mescolanza di due immagini dissimili in un’essenza accumulativa produce un’affermazione poeticamente metaforica su ciò che viene ritratto. Ecco l’importanza artistica della teoria di Ejzenstejn. Raramente il suo potenziale viene realizzato al cinema, e ancor più di rado con fedeltà alla teoria come nei film di Anger”.

   
 

Influenze sulle future generazioni di cineasti

“Fireworks” di Kenneth Anger è considerato da molti il punto di partenza per l’unico film di Jean Genet, “Un Chant d'Amour” (1950). A Parigi Jean Cocteau, molto colpito negli anni ’50 da “Fireworks”, chiamò Mr. Anger e gli diede il permesso di realizzare un film dal suo balletto “Il giovane e la morte”. Benché Anger avvicinasse diversi produttori con la lettera di presentazione di Cocteau, nessuno si mostrò interessato, poiché tutti i film dell’autore francese avevano causato perdite di denaro. Contemporanei come Stan Brakhage e Harry Smith furono influenzati dall’approccio di Kenneth Anger e lo amplificarono in ciò che divenne noto come l’“underground”. In seguito, l’underground influenzò Martin Scorsese, esponente contemporaneo di questo stile espressionistico nel cinema industriale, che riconobbe apertamente l’influenza di Kenneth Anger sulla sua tecnica cinematografica.

   
 

Cinema come forma ritualistica e “magick”

Kenneth Anger ha sempre definito se stesso un “mago del cinema”, e ha dichiarato che era sua intenzione proiettare film direttamente nelle menti del pubblico. Ha inoltre attribuito il massiccio uso di simbolismi esoterici nei suoi film a Aleister Crowley (1875-1947), il grande mago propugnatore dello gnosticismo e del neopaganesimo. Crowley fu una figura del XX secolo molto controversa, complessa e affascinante. Anger ha pure fatto spesso riferimento ai poeti francesi Charles Baudelaire (1821-1867) e Arthur Rimbaud (1854-1891), gli iniziatori del simbolismo europeo.

   
 

Crowley - Céfalù, Italia

Kenneth Anger fu enormemente influenzato dagli scritti di Aleister Crowley, che visse per tre anni a Cefalù, in una casa colonica del XVIII secolo, da lui battezzata “Abbazia di Thelema”. Fu qui che mise in pratica i principi della sua religione neopagana, la cui essenza era: “L’unica legge sarà ‘Fai ciò che vuoi’”. Il primo maggio 1923, Crowley, personalità già discussa, fu espulso dall’Italia per ordine della polizia di Mussolini dopo una morte accidentale nell’Abbazia. Anger in persona visitò Cefalù anni più tardi e documentò ciò che rimaneva di dipinti e reperti.